“Io ogni tanto ci penso. Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi. Sono consapevolmente un delinquente”. È una delle intercettazioni relative all’inchiesta della Procura di Brescia che ha iscritto quindici persone nel registro degli indagati e sequestrato i capannoni dell’azienda bresciana Wte, per traffico illecito di rifiuti. Sono circa 150.000 le tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti che sarebbero finiti nei terreni agricoli padani, principalmente nel Cremonese e Bresciano. Il movimento 5 Stelle denuncia le ragioni di questo fenomeno, legate ad interessi economici a scapito dell’ambiente e della salute. Nel 2018, dopo alcuni ricorsi al Tar era stato emanato il decreto Genova per cercare di limitare gli idrocarburi nei fanghi.  Sui gessi invece la normativa latita come i controlli, tanto che il 95% dei fanghi in Lombardia è trasformato in gessi. Non sembra difficile capire il motivo: il trattamento dei fanghi costa 100 euro a tonnellata. Il movimento 5 stelle prosegue l’azione su due fronti, a livello nazionale e a livello lombardo.

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