E’ chiaro il messaggio dell’Europa, a cui si conforma il governo italiano. Non ci sono contributi per l’ammodernamento degli inceneritori. In Lombardia, regione con una sovra presenza di impianti, l’inceneritore di Cremona è uno dei più obsoleti e più volte è stato indicato già in passato come uno tra quelli da avviare a dismissione. Tale iter dovrebbe quindi procedere con politiche trasparenti. Lo slittamento della ipotetica data di spegnimento al 2029 e la necessità di destinare l’impianto a bruciare i fanghi, infatti, non risponde ad alcun dettato nazionale o comunitario; si tratta di una scappatoia per aggirare precise indicazioni di economia circolare.  Per quanto riguarda i fanghi infatti esistono trattamenti e controlli.

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