Cremona. Un pezzo della storia cremonese si perde insieme alla chiusura dell’acquario del Po, a Motta Baluffi. Una perdita che dopo 14 anni priva il territorio di una importante presidio culturale a supporto della conoscenza del territorio, anche dal punto di vista scientifico e ambientale. Mancano i fondi e non sono state fatte scelte opportune per rilanciare e valorizzare la struttura, che essendo privata non riesce ad attrarre finanziamenti pubblici e regionali. Le vasche non sono più nelle condizioni adeguate per ospitare i pesci e i 12 milioni di euro l’anno per il mantenimento dell’acquario non sono poca cosa. A perdere, nella partita, è anche il progetto Mab Po grande Unesco, che non ha saputo puntare sull’Acquario del Po come momento di una più ampia proposta culturale del territorio del fiume. L’acquario dice addio a Motta ma sarà spostato in Emilia, a Sorbolo Mezzani, grazie ad un finanziamento di 550mila euro.

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