Brescia. “Oggi è un giorno difficile” ha detto la compagna di Gianluca Masserdotti, il 54enne bresciano morto per trombosi dodici giorni dopo aver ottenuto la prima dose di vaccino AstraZeneca, da noi contattata oggi. Le parole, cariche di dolore, arrivano dalla camera mortuaria al Civile di Brescia, dove la famiglia piange un papà, un compagno, un fratello, un familiare sano, un lavoratore, impegnato in una carrozzeria di Flero, che diventa l’ultimo caso di morte, in ordine di tempo, insieme alla 18enne ligure Camilla Canepa, in seguito alla somministrazione del vaccino Astrazeneca su cui fare chiarezza. Lo chiede la famiglia del 54enne bresciano, insieme all’autopsia sul corpo dell’uomo scomparso per trombosi dodici giorni dopo aver ottenuto la prima dose di vaccino di Oxford. L’uomo era arrivato in ospedale, alla Clinica Poliambulanza, con un’ischemia cerebrale in corso. Poi ha avuto una serie di episodi di trombosi e, purtroppo, la situazione è peggiorata fino alla morte, ha raccontato la compagna del 54enne. Per volere di Gianluca stesso, molto conosciuto in paese, come ha ricordato don Alfredo, sono stati donati alcuni organi, fegato e reni, perché gli altri organi erano compromessi. Lunedì, alle 10.30, verrà rivolto l’ultimo saluto al 54enne scomparso nella chiesa parrocchiale del paese. Nel frattempo, la famiglia attende le risposte delle analisi specifiche eseguite appena Gianluca è arrivato in ospedale, che dovrebbero arrivare tra una ventina di giorni e che finora hanno diagnosticato un’ischemia ed un’emiparesi sinistra. Mente la procura di Brescia ha aperto un fascicolo per accertare se la morte dell’uomo possa essere una conseguenza della prima dose di vaccino, visti i recenti casi sempre più frequenti in Italia, di giovani vite che dopo aver ricevuto la propria dose hanno riscontrato problematiche irreversibili.

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