Il 12 e 13 giugno del 2011 il referendum per l’acqua pubblica ottenne una vittoria importante. La maggioranza dei 27 milioni di italiani, andati a votare, dichiarò che l’acqua dovesse restare pubblica. Quel referendum servì solo a fermare la privatizzazione selvaggia consentita dal decreto Ronchi del 2009. Ma la privatizzazione della risorsa prosegue, pur in modo più contenuto e controllato. I governi in dieci anni non hanno mai invertito la tendenza e il voto popolare è rimasto inascoltato. Da Cremona il Comitato per l’Acqua pubblica prosegue la sua battaglia, oggi come allora.

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