Confermata la fusione di Lgh con il colosso milanese A2A. La multi-utility cremonese ha dato il via libera nel consiglio comunale dopo una lunga discussione tra maggioranza e opposizione. Secondo il capogruppo delle Lega Alessandro Zagni, il passaggio avvenuto nel 2016 del 51% delle quote nelle mani di A2A, la multi-utility lombarda, che opera nei settori ambiente, energia, calore, reti e tecnologie, avrebbe fatto perdere il controllo sugli impianti, sulle attività e sui costi dei servizi nel territorio cremonese. Il sindaco Galimberti già nel 2014 e nel 2019 aveva promesso in campagna elettorale di disporre la chiusura dell’inceneritore. All’indomani di questa fusione invece, la minoranza solleva dubbi sulle promesse, non ancora mantenute, di cessazione dell’attività dell’impianto. Critica la posizione del consigliere di minoranza anche sulla delicata posizione dell’impianto in una zona densamente popolata. Secondo i dati forniti dalla multi-utility l’inceneritore attualmente smaltisce annualmente circa 75 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Non è ancora stato concluso lo studio epidemiologico condotto dall’Ats Valpadana che ha rilevato, nel territorio cremonese, un aumento delle malattie respiratorie del 47%, dei tumori polmonari del 17%, inoltre del 47% i tumori sanguinei e del 23% solo in città i casi di leucemia, e che ha fotografato la situazione delle emissioni dei principali insediamenti industriali della zona sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale.

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