Sono 26 le aziende agricole nel cremonese e una nel piacentino coinvolte nella vicenda della Wte, l’azienda accusata di smaltimento di gessi di defecazioni e di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi e altre sostanze inquinanti. Dal Casalasco fino a Castelvetro piacentino in 14 diversi comuni i fanghi e i gessi sono stati distribuiti nei terreni coltivati delle campagne lombarde.  La WTE, con sede a Calvisano, Quinzano e Calcinato, è accusata di traffico illecito di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata, ma non si conoscono ancora i danni e secondo l’Arpa “sarà difficile trovare i campi inquinati”. A differenza dei fanghi da depurazione, per i gessi non deve essere dichiarato a nessun ente dove e quando questi vengono usati. Il consigliere regionale del M5S Marco Degli Angeli ha dichiarato che la “Salute pubblica è a rischio” e chiede che “Regione e comuni procedano velocemente nel contattare le aziende coinvolte nel cremonese”.  Controlli di Arpa Lombardia insufficienti e bonifiche incerte sono i temi sui quali si stanno interrogando anche gli attivisti dell’Associazione Futuro Ambiente Lombardia.  Imma Lascialfari, presidente dell’Associazione Futuro Ambiente Lombardia, sottolinea come non si conoscano i fatti risalenti a prima del 2018. Diversi i dubbi sollevati dall’associazione rispetto alla buonafede degli agricoltori coinvolti

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