Un festival dedicato alla creatività contemporanea che vorrebbe aiutarci ad allontanare lo sguardo, per cercare una maggiore prospettiva sulle cose. Ha inaugurato a BASE Milano il progetto FAROUT: 45 giorni di eventi e incontri che ci sono stati presentati da Linda Di Pietro, responsabile del programma culturale dello spazio di via Bergognone. Il programma prevede la presenza di 38 tra artisti e collettivi nazionali e internazionali, con sette Paesi coinvolti e sei prime nazionali. Ma a catturare subito lo sguardo, innescando quella sensazione, per dirla con Jonathan Franzen, di “più lontano ancora”, è un grande pianeta Terra, illuminato dall’interno che ruota intorno a una sorta di foresta. Insomma una palestra, quella di FAROUT, nella quale l’arte e la cultura provano a farci rimettere in gioco, cambiando le prospettive, allargando le sensazioni. Cercando il molto lontano, l’inconsueto e il non abituale. Nell’ottica però di sviluppare – e questa è la domanda che tutto il sistema della cultura si sta ponendo ora, la domanda fondamentale – nuovi modi di co-esistere e co-abitare. Tra noi, ma anche con la natura, con le altre specie e, come diceva Timothy Morton, forse perfino con gli Iperoggetti non umani.

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