La Vitamina D è un ormone chiave per la salute delle ossa e ha effetti extra-scheletrici rilevanti che possono giocare un ruolo importante nella prevenzione e nel trattamento del Covid-19. Il Glucocorticoid Induced Osteoporosis Skeletal Endocrinology Group (G.I.O.S.E.G), da sempre presente nel dibattito scientifico relativo alla prescrizione della vitamina D, si è spesso interfacciato con l’ Agenzia Italiana del Farmaco per assicurare l appropriatezza della sua prescrizione. E ha stilato un documento sul rapporto tra Vitamina D e Covid. A illustrarlo è il professor Andrea Giustina – Endocrinologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano: “Il rapporto tra vitamina D e Covid è un rapporto che è stato ipotizzato molto precocemente rispetto all’inizio della pandemia. Ho infatti pubblicato una lettera sul British Medical Journal a fine febbraio 2020 ipotizzando che la diffusa carenza di vitamina D presente nel nostro paese fosse in realtà una concausa dell’impatto così importante avuto nel nostro paese. Nel tempo si sono accumulati dati clinici reali che hanno dimostrato come i pazienti col Covid avevano valori molto bassi di vitamina D”. L’incidenza e la prevalenza del deficit di vitamina D sono particolarmente rilevanti nella popolazione anziana. “La popolazione anziana è per definizione carente di vitamina D, oltre ad essere la più esposta ai rischi di una grave forma di Covid. È chiaro che un focus di questo documento è stato quello di capire cosa fare nel paziente anziano. Ci sono due aspetti: la vitamina D ha una importanza notevole nella prevenzione.

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