L’inquinamento atmosferico – in particolare la presenza nell’aria di polveri sottili o ‘particolato fine’ legato ad esempio agli scarichi delle vetture diesel e benzina – potrebbe aumentare il rischio di parto prematuro.

Secondo quanto emerso da una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Health, il rischio va dal 19 al 28% in più, con un effetto più significativo se la gestante è esposta a questo tipo di particelle – di diametro inferiore a 2,5 micrometri (PM2,5), ovvero 30 volte più piccolo del diametro di un capello – nel terzo trimestre di gravidanza.

Gli esperti hanno considerato le concentrazioni di polveri sottili di tipo PM2,5 che per le loro dimensioni possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell’apparato, fino a raggiungere i bronchi. Si tratta di rischi di per sé piccoli, precisa DeFranco, ma di entità complessiva potenzialmente rilevante, dato che oltre una gestante su 10 potrebbe essere esposta a grosse quantità di queste particelle inquinanti nelle grosse aree urbane.

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