12 e 13 giugno 2011 gli italiani chiamati al voto referendario per l’acqua pubblica ma anche per  l’abrogazione della norma per la costruzione di nuove centrali nucleari. A due mesi circa dal disastro di Fukushima, quando uno tsunami si abbatté sulla centrale distruggendo i gruppi di generazione che alimentavano i sistemi di raffreddamento dei reattori, provocando un disastro ambientale che sconteremo ancora a lungo, la volontà degli italiani si espresse per abbandonare il nucleare.  Una volontà che rischia oggi di essere nuovamente disattesa per il pericoloso rilancio che da più parti la politica sollecita. La questione è delicata, mentre il territorio sta ancora attendendo lo smantellamento dii Arturo, a Caorso, dove sono ancora presenti le scorie radioattive e dove presto torneranno quelle riprocessate all’estero, in mancanza di un deposito nazionale. Con enorme costo pubblico.

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