La Lombardia continua ad essere in testa alla triste e sconcertante classifica delle ecomafie nel settore dei rifiuti. Solo nelle ultime tre settimane i carabinieri del Noe hanno arrestato 15 persone per la gestione di 150 mila chili di rifiuti non autorizzata. La zona è il pavese.  Cinque gli arrestati e altri sette gli indagati poi dell’operazione dei carabinieri del Noe di Milano che ha svelato un traffico illecito di rifiuti in Lombardia dal valore di un milione e 900mila euro. In primo piano una società che gestiva un impianto di rifiuti in provincia di Lecco e commerciava 2.700 tonnellate di rifiuti metallici. E infine l’inchiesta sullo spandimento di fanghi tossici con oltre 12 milioni di euro di profitti illeciti, 150.000 tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti (l’equivalente di circa 5.000 TIR), spacciati per fertilizzanti e smaltiti su circa 3.000 ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Tra questi, anche terreni agricoli situati nel vercellese. Ora Regione Lombardia deve prendere al più presto provvedimenti al fine di contrastare questo fenomeno. Oggi in consiglio è stata approvata all’unanimità una risoluzione della commissione antimafia per il contrasto delle organizzazioni criminali nel ciclo dei rifiuti.

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