Grande la rabbia dei fratelli di Sabrina Beccalli, presenti oggi in tribunale a Cremona per l’udienza preliminare, nei confronti di Alessandro Pasini, accusato dell’omicidio della sorella. Giudizio abbreviato, dunque, per Alessandro Pasini, il 46enne cremasco accusato dell’omicidio dell’amica Sabrina Beccalli, la mamma 39enne bruciata a Ferragosto del 2020 nella sua Fiat Panda nelle campagne di Vergonzana, a Crema. Pasini è accusato di omicidio volontario, incendio con pericolo per l’incolumità pubblica, distruzione di cadavere e crollo di edificio. Secondo Pasini, che si dichiara innocente, la notte di ferragosto del 2020, dopo aver trascorso alcune ore con Sabrina e aver consumato droga, si era addormentato e, al risveglio, aveva trovato l’amica morta in bagno, per overdose. Il 46enne, dopo la morte di Sabrina, aveva tagliato i tubi del gas della casa in sui avevano trascorso alcune ore insieme, proprio per eliminare le tracce della loro presenza. La conferma dalle parole degli avvocati Paolo Sperolini, difensore di Pasini e Antonino Andronico, legale della famiglia Beccalli che si è costituita parte civile.

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