Le richieste dei sindacati, in merito a una riforma immediata del piano pensionistico sono frequenti, mentre la speranza di poter smettere di lavorare in età non troppo avanzata sembra essere cresciuta durante la pandemia.  Ad oggi per la pensione di vecchiaia, occorre aver raggiunto i 67 anni d’età con almeno 20 anni di anzianità contributiva. La riforma Fornero, ha decisamente svantaggiato i lavoratori che non possono godere del pensionamento anticipato, con il rischio di aumentare da 67 a 71 anni l’età per abbandonare il lavoro. Quota 100, ha favorito il pensionamento delle fasce più forti, ma non ha incentivato dall’altra parte l’assunzione di persone più giovani. Le proposte per una riforma pensionistica sono 3: La prima è quella del pensionamento anticipato con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età. La seconda è quella del raggiungimento a 64 anni d’età e 36 anni di contributi. L’ultima, sostenuta dal presidente dell’Inps, Pasquale tridico, l’anticipo della quota contributiva a 63 anni. Considerando però che ad oggi, l’età di pensionamento non si distingue, tra le diverse professioni creando un ulteriore dislivello.

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