Cremona. Udienza preliminare per Alessandro Pasini, in carcere a Monza con l’accusa di omicidio volontario nei confronti dell’amica 39enne, morta a Ferragosto dell’anno scorso a Crema e i cui funerali sono stati celebrati lo scorso 18 giugno a Crema. Non solo: Pasini, difeso dall’avvocato Paolo Sperolini, deve rispondere anche di distruzione di cadavere, incendio e distruzione di edificio. Il 46enne, infatti, dopo la morte di Sabrina, aveva tagliato i tubi del gas della casa in sui avevano trascorso alcune ore insieme, proprio per eliminare le tracce della loro presenza. Poi, nel tardo pomeriggio, era andato in zona Vergonzana dove aveva portato la Panda della Beccalli, con dentro il suo corpo, e le aveva dato fuoco. L’intenzione sembra quella di richiedere il rito abbreviato: oltre a velocizzare i tempi, in caso di condanna Pasini otterrebbe lo sconto di un terzo della pena. Ci sono ancora molti nodi da sciogliere sulla vicenda, per questo la famiglia chiede verità e giustizia. Secondo Pasini, che si dichiara innocente, la notte di ferragosto del 2020, dopo aver trascorso alcune ore con Sabrina e aver consumato droga, si era addormentato e, al risveglio, aveva trovato l’amica morta in bagno, per overdose. Secondo il pm, invece, la donna sarebbe stata uccisa per aver rifiutato un’avance sessuale. Da oggi si comincia a cercare la verità.

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