A fine febbraio il movimento della grande frana in roccia nel Comune di Tavernola, sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo, aveva fatto scattare l’allarme. Gli effetti della caduta di circa 2 milioni di metri cubi di materiale in acqua sarebbero stati catastrofici per Montisola e tutti i paesi rivieraschi tanto da rendere necessari dei piani di evacuazione. Attualmente, la frana di Tavernola ha rallentato, passando dai movimenti anche superiori ai 2 cm/giorno registrati a febbraio a quelli dell’ordine di decimi di millimetro rilevati dagli strumenti negli ultimi periodi e da oggi sito sarà costantemente controllato da uno speciale radar interferometrico del Centro di monitoraggio geologico di Arpa. Secondo Legambiente, gli interventi messi in atto finora sono però insufficienti fino a che l’attività produttiva responsabile degli smottamenti resterà aperta. Due sarebbero le strade da seguire.

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