Un’interpellanza a prima firma del deputato pentastellato Zolezzi del M5S al Ministero della transizione ecologica getta luce sugli errori che emergono dai monitoraggi sulle emissioni degli inceneritori. La legge vigente infatti li prevede in fasi dove le emissioni sono di livello inferiore mentre non sono calcolati i momenti di emissioni maggiori. In particolare non si calcolano le fasi di accensioni, che sono le più inquinanti. Inoltre per specifiche sostanze il monitoraggio non è corretto: per esempio, con alte concentrazioni di ozono non sono rilevabili gli idrocarburi policiclici aromatici. Da uno studio dell’Ats di Milano sul Silla 2, basata sui parametri della norma di legge,  emergono alcune criticità nella valutazione degli inceneritori in generale. Quindi l’inquinamento prodotto dagli inceneritori, in particolare nei casi degli impianti più obsoleti, come quello cremonese, non è realmente rilevato. I limiti di legge vigenti risultano troppo permissivi, e le conseguenze sull’ambiente e la salute si rivelano ben più gravi e pervasive rispetto a quelle già note.

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