Sono trascorsi esattamente due anni da quel tragico 25 agosto in cui la giovane piacentina Elisa Pomarelli è stata barbaramente da Massimo Sebastiani, un uomo che lei considerava amico. Non è bastata la condanna a 20 anni di carcere a restituire un po’ di pace alla famiglia della 28enne di Borgotrebbia che l’operaio, reo confesso, ha ammazzato per poi occultarne il cadavere e fuggire nascondendosi tra boschi e la casa del padre della ex compagna.  Elisa venne strangolata nel pollaio annesso all’abitazione dell’uomo a Campogrande di Carpaneto. Poi il suo corpo venne gettato in mezzo alle sterpaglie, in una scarpata. Massimo fu poi ritrovato il 7 settembre a Sariano di Gropparello, dopo quasi due settimane di latitanza. Agli inquirenti aveva confessato subito il delitto e indicato il luogo in cui si trovava il cadavere della povera donna. L’omicidio è avvenuto dopo che i due avevano pranzato insieme in un ristorante. Alla base del gesto c’è l’amore non ricambiato di Sebastiani per Elisa. Anche se il termine amore nulla ha a che vedere con tanta violenza non giustificata. A ricordare la figlia è il padre con una commessa lettera in cui, oltre al dolore rimpiange di non averle potuto dare un ultimo bacio.

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