Lo scioglimento dell’Unione dei Comuni della Bassa Val D’arda e della bassa piacentina rappresenta un duro colpo per i comuni che ne fanno parte e che, grazie a finanziamenti appositi, potevano fornire servizi e assistenza. Una scelta duramente attaccata dai sindacati, non solo per un problema occupazionale che riguarderà i dipendenti diretti dei comuni, in tutto 13 che saranno facilmente ricollocati, ma anche quelli indiretti dell’indotto, una sessantina tra cooperative e appalti. Le conseguenze peggiori però saranno sul fronte dei servizi alla cittadinanza, alle fasce deboli. Si tratta di ben 2500 utenti che dovranno rinunciare all’assistenza sociale, domiciliare e altro ancora.  Secondo Gianluca Zilocchi della Cgil l’Unione non solo non va smantellata ma va rafforzata. I comuni dell’Unione sono Besenzone, Caorso, Castelvetro P.no, Cortemaggiore, Monticelli d’Ongina, San Pietro in Cerro, Villanova sull’Arda.

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