Smog e infarto. La correlazione c’è e l’ennesima conferma arriva da uno studio condotto nelle province di Cremona, Mantova, Pavia e Lodi. Sotto la lente dei ricercatori del Policlinico San Matteo di Pavia sono finite le concentrazioni sette tipi di comuni agenti inquinanti, tra cui le polveri sottili Pm 10 e Pm 2.5 il biossido di azoto, il monossido di carbonio, il benzene, il biossido di zolfo messi a confronto con i casi di infarto giorno per giorno per tutto il 2019. In quei 365 giorni, nell’area presa in considerazione, si sono registrati 1582 attacchi di cuore con un’incidenza giornaliera media di 0,3 infarti per 100.000 individui. Il giorno in cui il valore medio era superato coincideva con alte concentrazioni di agenti inquinanti. Da questa ricerca arriva l’ennesima conferma della gravità della situazione ambientale di Cremona che vanta un allarmante secondo posto tra le città più inquinate d’Europa, nonché tra i centri urbani in cui si registra il più alto numero di patologie respiratorie. Eppure i risultati conclusivi dello studio epidemiologico, dopo anni, non sono ancora arrivati e dovranno essere necessariamente integrati con le ulteriori conferme che arrivano dal Policlinico di Pavia.

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