Attività ferme per molto tempo e nessun contributo ad aiutare. Con un decreto legge del 25 maggio, era stato affidato all’associazione Sport e Salute, l’incarico di erogare le indennità a tutti i collaboratori e società sportive. Le attività dello sport sono state tra le più colpite negativamente durante il periodo della pandemia, tra lo stop completo delle attività lavorative e le spese che invece, non si sono mai arrestate. A causa di una mancata comunicazione tra Sport e Salute ed Inps, che avrebbe dovuto fornire i dati necessari per distribuire le indennità, la conseguenza è che al momento vi sono famiglie che non ricevono contributi da quasi 17 mesi, mentre altri hanno ricevuto una lettera per la restituzione delle somme indebitamente percepite nei mesi passati. Data di scadenza: il 15 di settembre. Se sport e Salute non utilizzerà i fondi entro questa data, i soldi non arriveranno mai a destinazione. Un problema che riguarda anche le associazioni sportive che hanno ricevuto solo una prima tranche del denaro previsto. A peggiorare la situazione, il continuo rinunciare o recedere contratti da parte di chi ha sempre utilizzato queste strutture, ma che per difficoltà o non volontà di vaccinarsi, preferisce rinunciare allo sport in strutture specializzate.

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