Mentre gli attivisti con le maschere di Draghi e Cingolani inscenavano la stipula del “patto”, sulla trivella è stato esposto un grande striscione con il messaggio “Basta bugie, nascondere CO2 non salva il clima”. Il riferimento è al CCS, il controverso progetto di cattura e stoccaggio della CO2 che il colosso dell’energia vorrebbe realizzare proprio a Porto Corsini, finanziato con soldi pubblici. Infine, un altro gruppo di attiviste e attivisti ha scritto “No CCS” e “Trivelle = cambiamenti climatici” sulle pareti e sul pavimento della piattaforma. In contemporanea, a pochi chilometri di distanza, un altro gruppo di attivisti e attiviste di Greenpeace ha bloccato simbolicamente uno degli ingressi del palasport di Ravenna, che in questi giorni ospita il Med Energy Conference Exhibition. Un appuntamento a cui prendono parte i rappresentati di alcune delle aziende più impattanti sul clima del pianeta, istituzioni locali, tra cui il sindaco di Ravenna, e i delegati dei governi di Libia, Egitto, Cipro, Italia. La sicurezza del convegno – denuncia l’organizzazione – ha cercato di nascondere dietro alcune transenne gli attivisti di Greenpeace per celare il dissenso alla vista dei delegati, proprio come l’industria dei combustibili fossili cerca di nascondere le proprie responsabilità nelle emissioni di CO2 dietro false soluzioni come il CCS e la cortina di fumo del greenwashing. Gli attivisti si sono quindi spostati davanti all’ingresso del palasport che ospita la conferenza, dove hanno continuato la loro protesta pacifica, durata cinque ore.

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