Il rapporto dei Legambiente, Mal’aria 2021, torna a bocciare, ancora una volta il territorio della provincia di Cremona per i dati relativi all’inquinamento atmosferico. Siamo al quarto posto a livello nazionale per superamento annuo del limite delle polveri sottili nel solo mese di settembre. Si tratta di una conferma quasi quotidiana, dopo il report dell’ ‘Agenzia Europea dell’Ambiente (Aea) lo scorso giungo, che ha riconosciuto il secondo podio proprio a Cremona, su 323 città europee; poi ha fatto seguito  la bocciatura -una settimana fa -nel “Rapporto Benessere equo e sostenibile” dell’Istat, e  infine anche l’Eurostat ha puntato il dito conto la pianura padana sempre per le polveri sottili e ultrasottili. Una conferma quotidiana che costa all’Italia circa due miliardi di euro per l’infrazione alla Commissione Europea rispetto agli sforamenti consentiti nell’anno. I cittadini continuano a pagare però anche in termini di salute, con l’alto numero di patologie oncologiche, polmonari e vascolari, mentre la politica non si muove e manca ancora lo studio epidemiologico.

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