Cremona. Sei anni per aver distrutto il cadavere di Sabrina Beccalli, i cui resti erano stati inizialmente scambiati per la carcassa di un cane e smaltiti nell’inceneritore, e per aver incendiato la sua macchina, ma non per averla uccisa: per questo Alessandro Pasini è stato assolto perché il fatto non sussiste. Il pubblico ministero Lisa Saccaro aveva chiesto al giudice per l’udienza preliminare Elisa Mombelli la condanna a 28 anni (con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato) per l’impiegato 46enne, accusato di aver ucciso, la notte della vigilia di Ferragosto del 2020, l’amica 39enne Sabrina Beccalli, mamma di un ragazzo di 16 anni, dopo che lei aveva rifiutato un’avance sessuale dopo aver consumato cocaina insieme nell’appartamento di via Porto Franco a Crema. Pasini aveva poi caricato il corpo sulla Panda della donna e le aveva dato fuoco nella campagna di Vergonzana. Sempre con l’intento di cancellare le tracce, aveva anche cercato di far saltare in aria l’appartamento, tagliando il tubo della caldaia. Pasini, ora libero, si è sempre dichiarato innocente: per lui Sabrina sarebbe morta per un malore, anche se aveva ammesso di aver distrutto il corpo. Grande la rabbia del familiari, tutta nelle parole della sorella Simona, che dopo la reazione a caldo, ha commentato l’accaduto. 

Claudia Barigozzi

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