Brescia. Il pm Teodoro Catananti ha chiuso le indagini sulla vicenda dell’azienda bresciana Wte accusata di aver sparso su terreni agricoli di mezza provincia 150mila tonnellate di fanghi contaminati da sostanze inquinanti tra il 2018 e il 2019. L’azienda è in amministrazione giudiziaria dal 24 maggio scorso. Compresi i siti industriali di Calcinato, Calvisano e Quinzano. Si tratta dell’inchiesta della intercettazione in cui viene detto “io ogni tanto ci penso, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi. Io sono stato consapevolmente un delinquente”. Gli indagati restano 22, tra persone fisiche e società. A preoccupare è il fatto che i terreno coinvolti non siano stati messi sotto sequestro. Ma, soprattutto, si teme per la salute e per quello che potrebbe entrare nella catena alimentare.

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