Trieste. Nonostante, il Viminale abbia raccomandato in una circolare alle imprese del settore portuale “di mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti’’, gli operatori del porto di Trieste non hanno abbandonato l’idea di istituire un blocco delle attività dal 15 di ottobre fino alla cancellazione definitiva del decreto che prevede l’obbligo di esibizione di green pass per poter svolgere la propria attività lavorativa. Il certificato verde è ottenibile solo dopo la vaccinazione o il risultato di un tampone negativo, da ripetere però ogni due giorni. Chi è sprovvisto di certificato verde non può lavorare: la sua viene considerata assenza ingiustificata, con conseguente sospensione dello stipendio. La norma prevede anche che non verranno versati i contributi né si matureranno ferie.  I vertici di Confetra hanno dichiarato che il rischio di queste proteste, è quello di bruciare in poche settimane 15 anni di lavoro, con gravi conseguenze sui livelli occupazionali che dureranno per molti anni a venire. Probabilmente blocco si estenderà ad altri porti italiani, come ad esempio quello di Genova.

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