L’aria di Cremona continua ad essere malata. Insieme alla città del Torrazzo anche altre località lombarde stanno in cima alla triste classifica e l’Italia, secondo il rapporto 2021 dell’agenzia europea dell’ambiente si posizione addirittura al primo posto. Da Regione Lombardia assicurano che tra le motivazioni della cappa di smog c’è la geolocalizzazione della pianura padana. Oltre alle caratteristiche fisiche, la contaminazione di inquinanti di Cremona è però determinata da attività industriali e numerose realtà produttive che hanno un importante impatto sull’ambiente. Si tratta di fonti inquinanti che hanno forti ripercussioni sulla salute dei cittadini come era stato constatato dallo studio epidemiologico preliminare firmato dal dottor Paolo Ricci nel 2016, allora a capo dell’Osservatorio epidemiologico della Ats di Mantova e Cremona, che aveva evidenziato un alto numero di malattie respiratorie, tumori soprattutto ai polmoni, leucemie e nascite pre-termine. Uno studio epidemiologico fermo da tempo. Servirebbe dunque riprendere l’indagine e attuare provvedimenti più mirati.  Barbara Appiani

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