A partire dal primo gennaio la Germania ha spento tre delle sei centrali nucleari ancora attive sul suolo nazionale. In Baviera, Bassa Sassonia e a Brokdorf è andata in pensione questa forma di energia. La politica tedesca guarda all’utilizzo del gas naturale e delle energie rinnovabili per fornire ai cittadini servizi energetici economici, durevoli ed ecologici. In Italia invece, Roberto Cingolani, il ministro per la transizione ecologica, punta nuovamente sul nucleare, nonostante i disastri nel mondo come Chernobyl e Fukushima e nonostante la mancanza di un deposito nazionale delle scorie. Secondo l’IPCC, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, nato all’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) e al Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) per studiare il riscaldamento globale, il nucleare sarebbe responsabile anche per l’emissione di 110g di kilowattora di CO2.

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