Cremona. Una promessa mai mantenuta quella dello spegnimento dell’inceneritore di Cremona, la seconda città più inquinata d’Europa, nonché prima in Italia per livelli di particolato sottile. Lo dicono i numeri degli ultimi studi, tra cui quello dell’Agenzia Europea dell’Ambiente. Ma il rischio che l’impianto di via degli Antichi Budri venga destinato ad accogliere i rifiuti speciali non solo del territorio cremonese ma della Bassa Lombardia potrebbe non essere infondato. Non solo: tra i rifiuti speciali figurano anche quelli sanitari: non sarebbe infatti ancora stata fatta chiarezza sulla parte proveniente da Codogno e destinata alla struttura di San Rocco. Dunque, differenziare prima per riacquistare dopo quello che è stato risparmiato rappresenterebbe un affare da 300mila euro all’anno. Un affare redditizio dunque che però si rifletterebbe sulla qualità della vita dei cremonesi, che sembra così venire in secondo piano.

Claudia Barigozzi

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