Cremona. A poco più di un anno di distanza dalla condanna all’ergastolo per Jacob Danho, l’ivoriano che uccise sua figlia Gloria, di soli due anni, il 22 giugno del 2019 nell’appartamento al secondo piano, in via Massarotti, il prossimo 4 febbraio si discuterà in Corte d’Assise d’Appello a Brescia il processo nei suoi confronti. Due erano state le coltellate inferte alla piccola dal suo papà che, tra l’altro, avrebbe potuto salvarsi, ma i soccorsi non erano stati chiamati in tempo. Così, le ferite, inferte con un coltello da cucina, avevano causato morte la della piccola, dopo alcune ore, per dissanguamento. Tutto era avvenuto nell’appartamento di via Massarotti dove l’ivoriano 39enne, operaio alla Magic Pack, si era trasferito, mentre l’ex compagna e la figlia erano ospiti di una casa protetta. Audrey Isabelle lo aveva lasciato perché era diventato cattivo e la molla era stata un ceffone sull’orecchio che le aveva provocato la lesione del timpano. Jacob aveva confessato il delitto tempo dopo i fatti, mentre all’inizio aveva parlato di un rapinatore. In aula, poi, aveva detto di aver perso la testa, di essere stato preso dalla follia, ma una follia non naturale, che derivava dalla stregoneria. Pensava che qualcuno gli avesse lanciato il malocchio. Questo fatto, secondo l’uomo, sarebbe stato indotto da persone di famiglia, anche lontane, in contatto con Audrey Isabelle contro cui era diretta la sua vendetta, perché non voleva più tornare con lui. A lei, i giudici avevano disposto un risarcimento danni di 100mila euro come provvisionale. Ora la parola passa dunque ai giudici d’Appello.

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