Sia i prodotti a tabacco riscaldato sia le sigarette elettroniche possono ridurre in modo significativo i danni del fumo. Lo ha detto il Dott. Adriano Berra, Responsabile U.O.S. Dipartimentale di Allergologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, durante la sessione odierna della nona edizione del convegno “Real Life in tema di: terapia delle riniti, asma e BPCO”, iniziato ieri a Vietri sul Mare.

Il congresso è stato patrocinato da AAITO (Associazione Allergologi, Immunologi Territoriali e Ospedalieri), AOU San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona Salerno e dalla delegazione italiana CHEST. Tra i partecipanti, numerosi specialisti afferenti a discipline mediche quali allergologia, immunologia clinica, pneumologia, medicina interna e medicina generale, riuniti per discutere l’approccio diagnostico, terapeutico e comportamentale delle malattie respiratorie.

Al centro del dibattito la Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), che colpisce in Italia circa 5 milioni di persone. “I dati dimostrano che circa il 35-40% delle persone affette da BPCO sono fumatori che, nonostante i vari tentativi effettuati, non riescono a smettere di fumare” – ha dichiarato il Dott. Berra – “e questi pazienti non possono essere lasciati soli. Smettere di fumare rimane senza ombra di dubbio la scelta d’elezione alla quale la classe medica deve mirare. Ma oggi l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica hanno messo a disposizione i prodotti a rischio ridotto: sia la sigaretta elettronica che i prodotti a tabacco riscaldato infatti, sono in grado di ridurre in modo significativo la formazione ed emissione di sostanze dannose per l’albero respiratorio dovute alla combustione del tabacco.”

La riduzione del danno potrebbe diventare pertanto una strategia percorribile e vincente per complementare il complesso approccio “Real Life” dei pazienti affetti da BPCO.

 

 

 

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