L’elenco dei siti ritenuti idonei per ospitare il deposito nazionale dei rifiuti, è stato scremato edè conservato in cassetto. Oltretutto l’elenco è secretato e non è dato conoscere i potenziali siti , né tantomeno sapere chi e quando prenderà la decisione. Anche la nomina di un commissario per Sogin lascia aperti interrogativi e la preoccupazione permane a Caorso, comune che riceve i contributi – 29 milioni di euro –  per doversi tenere le scorie, in attesa che qualcosa si muova.  Ma fino a quando in un luogo già riconosciuto come non idoneo? L’appello alla trasparenza rimane inatteso, mentre su questioni ambientali decisive si temporeggia, a danno di ambiente e popolazione e soprattutto nell’incertezza del futuro.  

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