Sono stati demansionati e umiliati in questi mesi, dal primo aprile i docenti che obbediscono alla Costituzione tornano a lavorare con orario aumentato e stipendio diminuito. Ma è attraverso la forza della parola, anzi, del silenzio, che nasce la resistenza. Dopo lo sciopero della fame ora tocca alla parola, usata solo per parlare di opposizione , anche in classe. Così un docente ci spiega l’importanza di questa iniziativa, e la scelta di non collaborare con un funzionamento illegittimo dell’istituzione.


