Il caldo incessante e la siccità aggravano il problema dell’inquinamento a Cremona, città che ad Aprile aveva già superato i 35 giorni di sforamento del tetto fissato per i livelli delle polveri sottili PM10. Anche i livelli di ozono, saliti a 180 microgrammi/metrocubo, sono estremamente preoccupanti per i nefasti effetti sulla salute, simili a quelli provocati dalle polveri sottili, che incidono sulla formazione di patologie respiratorie, cardiache e tumorali. Nelle ore più calde bambini e anziani non dovrebbero uscire, ma il Comune non si è curato di lanciare alcun messaggio in questo senso ai cittadini. Per evitare che la situazione degeneri, servirebbe mettere un freno ad alcune attività altamente inquinanti ed incentivare la piantumazione di alberi.


