Cremona. Corsi d’acqua sorgivi ridotti a rigagnoli, pozzi quasi prosciugati, l’addio al secondo raccolto nei campi cremonesi e la consapevolezza che salterà anche il foraggio per gli animali in autunno: è questa la situazione sul territorio, mentre ora dopo ora si studiano le soluzioni per ridurre al minimo i danni già gravi dell’estrema siccità. La Provincia di Cremona ha annunciato che sarà possibile ottenere l’autorizzazione alla realizzazione di pozzi di uso temporaneo anche per uso irriguo, e alla regione arriva la richiesta di nuovi investimenti per il servizio idrico integrato per salvaguardare la risorsa. Intanto dati aggiornati a ieri parlano del lago di Como a -33 cm, l’Iseo a -12 cm. Le erogazioni dai laghi sono calate al 50% su entrambi i laghi. Non è stata ancora rilasciata la deroga al deflusso minimo vitale, le richieste sono state formalizzate a Regione Lombardia Ormai non si tratta di un’emergenza sporadica, lo sanno bene gli agricoltori, che ora pensano ad altre soluzioni per un futuro che non promette di restituire le condizioni ambientali ed idriche che hanno consentito l’agricoltura intensiva fino ad oggi. Gli ambientalisti rimarcano che il modello va cambiato con l’obbiettivo della sostenibilità contro a quello della iperproduzione, diminuend ogli allevamenti intensivi e cambiando le colture. Le energie rinnovabili non devono comprendere il biogas, alimentato da mais e che non rappresenta una fonte sostenibile.
Susanna Grillo


