Cremona. Le fonti inquinanti di Cremona – le tre principali, cioè acciaieria, autostrada e inceneritore – non fanno i conti con la salute della popolazione. L’inceneritore, superabile con soluzioni alternative e neanche fondamentale per il teleriscaldamento che alimenta solo per il 30%, rimane un convivente scomodo e nocivo per i cittadini che già da 10 anni hanno votato per spegnerlo. Ma quanto nocivo non è dato sapere. Lo studio epidemiologico di Ats ancora atteso, sarà completato con altri modelli che, prendendo in esame griglie assai ristrette a livello spaziale, promettono di tracciare con più precisione le patologie presenti ma non di poter ricondurre la causa ad una fonte inquinante. Lo scopo dello studio quindi verrebbe meno. Per questo dagli ambientalisti cremonesi arriva l’iniziativa di incaricare per questo studio che alla città manca da troppo tempo, un soggetto scientifico esterno e indipendente. Si parla di Studio epidemiologico partecipato: i dati della scienza a disposizione dei cittadini.
Susanna Grillo


