Cremona, Ex Dordoni: incertezze sul futuro dell’immobile

Cremona. Nuova sede della Croce Verde o spazi per il commercio al dettaglio? Sul futuro dell’immobile utilizzato per anni dal Centro sociale “Dordoni”, in via Mantova, pesano i tempi della Sovrintendenza. Lo stabile di proprietà comunale, che confina con l’attuale sede della Croce Verde, è stato lasciato dal centro sociale nel 2021 e da allora sono state avanzate diverse ipotesi per il suo recupero. La più accreditata lo vedrebbe come ampliamento della sede della Croce Verde e in questo senso sono intercorsi contatti con il Comune, l’ultimo dei quali risale a un paio di mesi fa. Da allora, però, al Comune, disponibile a cedere lo stabile in comodato, non è ancora arrivata una risposta definitiva. Il presidente della Croce Verde, Luciano Grazioli, conferma l’interesse ma parla di “pratica lunga” dal momento che le carte per il recupero e la riqualificazione dello stabile sono in mano alla Sovrintendenza. Un progetto di massima per l’ampliamento della sede c’è già ed è stato redatto appositamente, spiega Grazioli, ma si aspetta da tempo il parere del sovrintendente per capire se l’intervento è fattibile. In caso di via libera, da quanto si apprende, l’immobile che per almeno una quindicina di anni ha ospitato il “Dordoni” potrebbe essere non solo sede di nuovi uffici della Croce Verde, ma aprire anche ad uffici pubblici. Il punto è che i tempi si allungano e se da parte della Croce Verde l’interesse è concreto e da parte dell’amministrazione rimane valida l’offerta di comodato, in Comune sono pervenute parecchie richieste. Lo stabile sembra appetibile, al punto che in questi mesi si sono fatti avanti privati così come enti e associazioni. In caso di diniego da parte della Croce Verde, il Comune potrebbe dunque valutare se vendere l’immobile o darlo in comodato ad altre realtà. Allo stato attuale, tuttavia, da Palazzo Comunale si attende una risposta dalla Croce Verde, primo interlocutore dell’amministrazione per l’utilizzo dell’immobile che nel complesso è valutato circa un milione di euro, cui andrebbero aggiunti i costi per il recupero. Entro la fine dell’anno, confida il presidente Grazioli, potrebbe arrivare l’atteso parere della Sovrintendenza. In caso di via libera l’associazione potrebbe dunque espandere i suoi spazi. Diversamente, pare che per il Comune non si profilino difficoltà a piazzare comunque l’immobile, che potrebbe così vedere anche l’ingresso di attività commerciali. Attività al dettaglio, si sottolinea da Palazzo, e non nuovi supermercati.

Federico Centenari