Cremona. Il denominatore comune della prima giornata di votazioni è la bassa affluenza: questa mattina poco più del 10 per cento sia in città, che conta 55.631 elettori, che in provincia ha fatto di Cremona la città in cui si è votato di più in regione, con pochissimi giovani che si sono recati alle urne. Nel 2018, alla stessa ora era stato registrato il 23 per cento. Si vota per eleggere il Consiglio regionale, cioè l’organo che riunisce tutte le forze politiche e approva le leggi regionali, che è composto da 80 consiglieri compreso il Presidente, per la cui carica corrono Attilio Fontana, Letizia Moratti, Francesco Majorino e Mara Ghidorzi. Ogni provincia esprime un numero di consiglieri in base alla popolazione e Cremona ne eleggerà tre su 44 candidati. Sarà eletto presidente il candidato che otterrà il maggior numero di voti e un seggio sarà riservato al miglior perdente tra i candidati alla presidenza. Alle liste collegate al Presidente della Regione eletto sono assegnati: almeno 44 seggi (cioè il 55% dei seggi consiliari) se il Presidente ha ottenuto meno del 40% dei voti validi; almeno 48 seggi (cioè il 60%) se il Presidente ha ottenuto il 40% o più dei voti. Alla coalizione vincente non possono però essere attribuiti più di 56 seggi (ossia il 70%). 23 seggi sono quindi sempre garantiti alle liste “perdenti”. La votazione avviene su un’unica scheda e ogni elettore può: votare per un candidato alla carica di Presidente della Regione; votare per un candidato alla presidenza e per una delle liste collegate; votare per un candidato presidente e per una delle altre liste non collegate e infine votare a favore solo di una lista. Negli ultimi 30 anni al Pirellone c’è praticamente sempre stato il centrodestra: esattamente dal 1995 in poi, cioè da quando i cittadini votano direttamente il presidente della regione. Nei venticinque anni precedenti il presidente veniva nominato dal Consiglio regionale. Urne aperte fino alle 23 questa sera e domani dalle 7 alle 15.



