E’ tragico quello che sta accadendo in Medio Oriente. All’emergenza umanitaria si aggiunge anche quella degli animali vittime della guerra. I volontari di Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali sono sul campo per salvare anche questi esseri viventi, in pericolo sotto alle bombe. Nella Striscia di Gaza, al momento devastata dagli attacchi e totalmente inaccessibile, opera l’organizzazione “Sulala Animal Rescue”, che si occupa di accudire i randagi sul territorio e di salvare cani e gatti che hanno bisogno di cure mediche, o abbandonati, accogliendoli nel proprio rifugio. Con l’escalation dei bombardamenti, numerosi cani sono arrivati al rifugio spontaneamente alla ricerca di un posto sicuro dove trovare riparo e, di fronte a questo particolare fenomeno, i volontari hanno aperto un varco nella struttura per permettere loro di entrare autonomamente. A oggi sono stati evacuati tutti i 120 gatti e trasferiti in un’area nella zona del Wadi Gaza e circa 50 cani, di cui 20 disabili, sono già stati spostati e messi in sicurezza in zone più vicine alle case dei volontari sperando che la situazione non degeneri ulteriormente. Un’altra zona che sta destando notevole preoccupazione è la Cisgiordania dove opera la lega membro dell’Oipa “AEA Bethlehem Shelter”. Il rifugio è situato a 10 minuti di distanza dai 300 checkpoint israeliani e da altri insediamenti e a 500 metri da una torre di controllo israeliana. AEA Bethelem è costituita da 10 volontari e un guardiano che vive all’interno del rifugio. La stuttura ospita più di 100 cani, 10 cuccioli e 40 gatti. Diana, la responsabile, racconta che a casa sua ha al momento 9 cani (4 provenienti dal rifugio e gli altri recuperati dalla strada), 2 gattini e 15 gatti. Non potendo al momento fornire direttamente aiuti materiali, l’Oipa ha promosso in Italia la raccolta fondi “Emergenza animali Gaza – Cisgiordania” i cui proventi saranno devoluti alle associazioni che operano sul territorio collegate a Oipa International. Le donazioni serviranno ai volontari per acquistare localmente cibo (per ora ancora disponibile) per i loro animali, per i randagi e per quelli delle famiglie che stanno scappando.



