Laboratorio Salute: alimentazione neuro-endocrina ed ormoni bio-identici

In questa puntata di Laboratorio Salute – Medina Integrata in studio, il dottor Massimo Spattini,  Medico Chirurgo, Specializzato in Scienze dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport, Presidente dell’ AFFWA (Accademia Funzionale del Fitness Wellness Antiaging) e Vicepresidente dell’AMIA (Associazione Italiana Medici Anti-aging), ci parlerà di equilibrio ormonale., alimentazione neuro-endocrina e fitoestratti.

Un corretto equilibrio rallenta l’invecchiamento mentre uno squilibrio lo accelera. Da qui nasce la ricerca scientifica rivolta alla terapia sostitutiva con ormoni bio-identici che tiene in considerazione il testosterone, il DHEA-S. gli estrogeni, la melatonina, il GH, IGF e gli ormoni tiroidei. In realtà non si tratta soltanto di deficit di ormoni, ma in certi casi, come per il cortisolo e l’insulina, di eccesso. Secondo la teoria neuroendocrina l’invecchiamento deriverebbe dall’involuzione soprattutto dell’ipotalamo che è la centrale di controllo di tutti gli ormoni nel sangue mediante un complesso sistema di controllo a Feedback, come un termostato. L’ipofisi, se stimolata direttamente anche negli anziani, è in grado di produrre adeguate quantità di ormone.

Non esiste però un unico ormone della giovinezza. La terapia ormonale sostitutiva con ormoni bio-identici e la dieta ormonale stimolano la produzione di più ormoni, che vengono associati tra loro per migliorare il metabolismo delle cellule, rigenerando organi e tessuti.

L’uso di ormoni bioidentici, sotto la supervisione di un medico Anti-aging, è in grado ripristinare quei livelli ottimali che normalmente sono associati ad una migliore sensazione di benessere, qualità della vita e prevenzione delle malattie croniche degenerative.

In realtà la definizione ormone bioidentico è un po’ controversa perché al momento non ci sono prove scientifiche della loro effettiva identicità dal punto di vista strutturale agli ormoni umani endogeni, però molte indicazioni che derivano dalla loro cinetica, dai loro effetti sull’organismo, dalla successiva produzione di metaboliti, depongono a favore di ciò. Vediamo ora quali sono gli ormoni più frequentemente usati nella medicina Antiaging.

TESTOSTERONE – E’ ormai risaputo che i livelli di testosterone calano a partire dai 40-50 anni. Questo calo del testosterone è associato ad un declino delle capacità fisiche, sessuali e cognitive e  nell’uomo e predispone alle malattie cardiovascolari, all’ipertrofia prostatica e alla sindrome metabolica con aumento del grasso viscerale. La somministrazione di testosterone bio -identico migliora la libido, la forza dell’erezione, la massa muscolare, la forza, diminuisce il tessuto adiposo ed aumenta la densità ossea, oltre a migliorare la capacità decisionale e la memoria.

DHEA o Deidroepiandrosterone. Il DHEA è un ormone surrenalico precursore sia per gli androgeni (testosterone), sia per gli estrogeni ( estradiolo ). Con il progredire degli anni i livelli di DHEA calano e ad 80 anni sono circa il 20% di quelli di un giovane adulto. Il DHEA ha un effetto antidepressivo, antiastenico, dimagrante, anticatabolico (contrasta gli effetti negativi del cortisolo) e stimola il sistema immunitario. Negli USA non è considerato un farmaco ed è venduto come integratore alimentare.

PREGNENOLONE – è precursore di tutti gli ormoni steroidei e quindi si può convertire in svariati ormoni e neurosteroidi. E’ sintetizzato a partire dal colesterolo e la sua produzione endogena cala a partire dal 35° anno di età fino ad arrivare ad una riduzione del 60% all’età di 75 anni. Il pregnenolone fungendo anche da neurotrasmettitore, migliora la memoria e la qualità del sonno, inoltre è dotato di un effetto antinfiammatorio su varie malattie reumatologiche. Negli USA è venduto come integratore.

ESTROGENI – Gli estrogeni giocano un ruolo molto importante nel mantenere lo stato di benessere e di salute nella donna. Se l’uso della terapia sostitutiva ormonale con ormoni non bioidentici è stata ridimensionata in quanto associata ad un aumento del tumore al seno (anche se comunque riduce l’incidenza del tumore al colon, dell’Alzheimer e delle fratture dell’anca), i dati in nostro possesso ad oggi sulle terapie con ormoni bioidentici che contengono anche l’estriolo e non il solo estradiolo, sembra abbiano cambiato questa prospettiva, diminuendo addirittura il rischio del tumore al seno. La via preferenziale di somministrazione degli estrogeni bioidentici è transdermica.

PROGESTERONE – Il progesterone è l’ormone femminile che deve essere bilanciato con gli estrogeni. Le sue funzioni riguardano soprattutto il metabolismo osseo e cerebrale. Una carenza di progesterone si può verificare già nella perimenopausa cioè in quella fase, che può essere di molti anni, precedente la menopausa. In questo caso la produzione estrogenica porta a sintomi quali insonnia, ansia, ritenzione idrica, aumento di peso.

MELATONINA – La melatonina è un ormone che regola i ritmi circadiani del corpo e di conseguenza anche la produzione ormonale delle varie ghiandole endocrine che sono soggette ad un ritmo circadiano. Funge quindi un po’ come direttore d’orchestra delle ghiandole endocrine ed inoltre è intrinsecamente dotato di un forte potere antiossidante. E’ inoltre dotata di capacità immunostimolante e favorisce il sonno, particolarmente utile per la sindrome del jet-lag (cambio di fuso orario). I suoi livelli decrescono con l’invecchiamento.

 

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