Cremona. L’inceneritore di Cremona resta al centro delle polemiche perché molti sono i dubbi legati al suo futuro e a ciò che venga realmente conferito ala struttura di San Rocco: la scadenza dell’autorizzazione integrata ambientale del 2029 sembra comunque stridere infatti con le dichiarazioni dell’amministratore delegato del gestore A2A, che, nel presentare il piano strategico 2024-2035, ha lasciato intuire che potrebbe restare in funzione altri 12 anni. Attualmente brucia infatti 70mila tonnellate di rifiuti all’anno e, nonostante le numerose richieste, non si conosce la composizione esatta del materiale, tra cui c’è la plastica, come confermato anche dall’Ispra. Non solo: la raccolta differenziata è aumentata ma nell’inceneritore arriverebbe il 40 per cento del materiale da fuori provincia. Tutto avviene in una delle città più inquinate non solo in Italia, ma in Europa, in cui il fronte legato al suo spegnimento è sempre più ampio e ha radici profonde e lontane nel tempo.



