CREMONA: TAVOLO DI COORDINAMENTO SULLA CONTAMINAZIONE DA CESIO 137 NELLO STABILIMENTO DI ARVEDI

Tavolo di Coordinamento oggi in Prefettura a Cremona per fare chiarezza sulla situazione relativa alla presenza di contaminazione da Cesio 137 all’interno dello stabilimento di Arvedi a Cremona, su una quantità di materiale trattato, rilevata attraverso il sistema interno ed esterno di sorveglianza radiometrica. Alla riunione hanno preso parte tutti i rappresentanti degli enti interessati: Vigili del Fuoco, ARPA, ATS Val Padana, Comune di Cremona, Acciaieria Arvedi. Gli accertamenti svolti congiuntamente dai tecnici dell’ARPA e dai VV.FF. non avrebbero evidenziato particolari criticità di carattere ambientale o di tutela della popolazione; è altresì emerso che i sistemi di rilevazione dei materiali in ingresso nella ditta sarebbero sempre stati funzionanti. Ci si chiede dunque come siano arrivati in Sardegna i container contaminati da scorie radioattive, visto che a Cagliari sono stati rilevati valori per il Cesio 137 pari a 0,40 di radioattività sul primo container e a 0,18 di radioattività sul secondo container analizzato. Da fonti ufficiali è arrivata la conferma che all’interno dell’acciaieria sono presenti ancora container radioattivi. Nessun ente ha voluto fornire dati e spiegazioni su quante tonnellate di materiale radioattivo siano presenti nello stabilimento e su quali siano i valori di radioattività. Un punto centrale della questione consiste poi nel capire, secondo l’epidemiologo Paolo Ricci, dove si trovino ora i manufatti prodotti a seguito della fusone accidentale di metalli radioattivi.