I carabinieri continuano a indagare a ritmo serrato sulle ultime ore di vita di Stefano Del Re, 55 anni compiuti mercoledì scorso, e Lorena Vezzosi, 53, i coniugi separati, originari del Cremonese ma residenti da alcuni anni a Sant’Arcangelo di Romagna, trovati morti nella loro auto finita nel fiume Po giovedì notte a Casalmaggiore. L’ipotesi seguita è quella di omicidio suicidio, senza che però ad ora sia stata individuata una prova decisiva a suffragare la teoria investigativa più accreditata, Ad emergere, proprio questa mattina, un dettaglio che potrebbe anche rivelarsi significativo: giovedì sera, intorno alle 20, Del Re ha fatto visita ai genitori. Sarebbe stato – secondo quanto si è appreso – un saluto rapido: pochi minuti per due chiacchiere e per annunciare al padre e alla madre che stava andando a cena con l’ex compagna. In casa il 55enne sarebbe entrato solo. Lorena potrebbe essere stata in auto ad attenderlo o era già morta? I militari dell’Arma cremonesi, in collaborazione con quelli romagnoli hanno posto sotto sequestro l’abitazione della coppia nel riminese dove sarebbero state trovate tracce ematiche. Del Re potrebbe avere prima ucciso l’ex compagna, madre dei suoi due figli, con la quale era comunque rimasto in buoni rapporti e poi aver deciso di farla finita buttandosi nel Grande Fiume. Decisivi, per sciogliere ogni dubbio residuo, saranno i risultati dell’autopsia, che dovrebbe essere effettuata lunedì. Sarà determinante perché gli accertamenti svolti sin qui non hanno evidenziato alcuna significativa traccia di violenza sulla donna. A far supporre il delitto, però, sono le immagini registrate dalle telecamere della società canottieri. Riprendono l’arrivo dell’auto con la coppia a bordo: sono le 2.56 e la macchina, a velocità sostenuta, esce di strada, sfiora l’imbarcadero e finisce in acqua senza che vi sia alcun tentativo di frenata. E soprattutto, mentre Del Re, in una sorta di estremo tentativo di salvarsi, viene ritratto mentre spinto dall’istinto di sopravvivenza prova vanamente ad aggrapparsi ad una delle barche ormeggiate, Vezzosi non dà mai alcun segno di vita. La vicenda ha sconvolto due intere comunità ed emergono particolari preoccupanti nella vita di Del Re. Nel 2016, quando lavorava alla casa di riposo Grassi di Viadana, l’infermiere era stato denunciato da una collega — una ausiliaria di nazionalità straniera — per presunti abusi sessuali ai danni di una 94enne ospite della struttura. Un’accusa che due anni dopo fu totalmente cancellata dal Tribunale di Mantova che lo aveva assolto con formula piena.



