Cremona. Prosegue l’inchiesta sulla distrazione di denaro proveniente dalle donazioni dei cittadini cremonesi a favore dell’associazione benefica nata il 13 marzo 2020, durante la pandemia da Covid-19, denominata “Uniti per la provincia di Cremona”. Si è aperto infatti il processo contro Attilio Mazzetti, che è stato interrogato ieri con l’accusa di aver sottratto indebitamente 300mila euro all’Onlus che aveva raccolto e distribuito quasi 4 milioni di euro destinati a iniziative anti-Covid. Secondo l’accusa, Mazzetti rivestiva il ruolo di reclutatore di imprenditori proprietari di società che avevano emesso fatture false nei confronti dell’associazione per ricevere i pagamenti dalla stessa. Si tratta dell’ultimo atto della vicenda che aveva portato Renato Crotti, ex membro di spicco della Fondazione Arvedi Buschini e segretario di “Uniti per la provincia di Cremona”, a patteggiare 3 anni e 4 mesi di reclusione proprio per essersi appropriato indebitamente di oltre 300mila euro, e 5 anni e 6 mesi per i reati di prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico. Questi ultimi erano emersi nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza, che avevano portato al sequestro di dispositivi elettronici e ad approfondimenti dai quali si constatò una fitta rete di contatti del professionista con una molteplicità di persone e con dei ragazzi maschi minorenni.



