Chiara Ferragni continua a fare i conti con le conseguenze del Balocco-gate. I segnali, oltre che dalla perdita dei follower, arrivano dalle sue società. Mentre si starebbe definendo una manovra societaria che ridisegni assetto e governance del gruppo, a metà ottobre 2024 non c’è ancora traccia dei consuntivi 2023 di due fondamentali società, una delle quali è Fenice, licenziataria dei marchi e partecipata da due soci oltre a Chiara Ferragni: Alchimia di Paolo Barletta e Pasquale Morgese. Barletta vorrebbe uscire al più presto e avrebbe messo sul tavolo un’offerta concedendo all’influencer un paio di settimane per decidere. Morgese ha inviato una perentoria richiesta tramite il suo legale per chiedere conto dell’andamento della società e convocare un’assemblea per votare il progetto di bilancio 2023. In caso di inerzia, minaccerebbe di pretendere una revoca del cda e risarcimenti milionari a favore della società. In questo quadro, tutt’altro che roseo, si apre la possibilità di ricorrere al tribunale per le imprese per l’eventuale nomina di un amministratore giudiziario, come in un caso estremo previsto dal codice civile: quello in cui vi sia fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarità nella gestione, che possano recare danno alla società. Non è da scartare l’ipotesi che Fenice possa essere commissariata dall’interno con un manager scelto dai soci.



