A sette anni dal tragico deragliamento del treno regionale a Pioltello, la comunità del milanese, Capralba, nel cremasco e Caravaggio, nella bergamasca, si sono raccolte per onorare la memoria delle tre vittime. L’incidente, avvenuto nel 2018, causò la morte di tre donne: Alessandra Pirri, 39enne impiegata di Cernusco sul Naviglio che da un po’ si era trasferita a vivere a Capralba insieme alla sorella e ai genitori, Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio ma da anni residente a Vanzago, e Ida Maddalena Milanesi, 61 anni, dottoressa dell’ospedale neurologico Carlo Besta di Milano. Oltre 200 persone rimasero ferite. Erano le 6.57 del 25 gennaio quando deragliò il convoglio 10452 di Trenord carico di 350 viaggiatori, in gran parte pendolari. Il convoglio, proveniente da Cremona, era diretto a Milano Porta Garibaldi. A causare l’incidente sarebbe stata la rottura di un giunto ferroviario: il treno viaggiava a una velocità di circa 140 km orari quando tre vagoni uscirono dai binari. Alle 7:45, ora dell’incidente, la deposizione di fiori presso le pietre d’inciampo situate nelle stazioni ferroviarie di Capralba e Caravaggio. Presenti i familiari delle vittime, i sindaci delle due città e rappresentanti delle forze dell’ordine. Il Comitato Pendolari Cremaschi ha proposto un momento di ricordo per tutta la prossima settimana: stampare o di fare artigianalmente un fiore, con 4 petali in cui vi siano indicati: 1. Pioltello 25/1, Ida, Pierangela, Alessandra. Nel centro sarà disegnato un cuore. Per questa tragedia, il processo è alle battute finali: nei prossimi giorni è prevista la replica dei pm, mentre la sentenza è attesa per il 18 febbraio. Per tre degli otto imputati è stata chiesta l’assoluzione. Per gli altri cinque, tutti manager e dirigenti di Rfi, l’accusa chiede invece la condanna, ritenendo che tutti sapevano della necessità di sostituire quel giunto deteriorato che provocò l’incidente.



