SANITÀ PIACENTINA NEL CAOS: MILIONI DI EURO SPARITI

Cremona. Nuovo scandalo nella sanità piacentina: la Guardia di Finanza ha concluso una vasta indagine che ha portato alla notifica di 20 avvisi di garanzia a dirigenti pubblici e manager di aziende fornitrici, anche multinazionali. Le accuse sono pesanti: peculato, turbativa d’asta, falso e abuso d’ufficio, nell’ambito di appalti truccati per oltre 7 milioni di euro. Ma nel mirino anche la gestione irregolare dei fondi PNRR, con 17 milioni stanziati per l’ammodernamento delle strutture territoriali, spesso assegnati eludendo le procedure pubbliche. Secondo gli inquirenti, gli appalti sarebbero stati “guidati” con incontri riservati, affidamenti diretti, e addirittura falsi verbali di conformità per ottenere i finanziamenti. Il sistema era capillare e coinvolgeva diversi uffici dell’AUSL. L’inchiesta nasce da intercettazioni, perquisizioni, analisi di tabulati e documenti ufficiali. La Procura parla di sistema distorto, costruito per favorire interessi privati a discapito dei fondi pubblici. Come se non bastasse, la sanità piacentina è stata recentemente scossa anche dal caso del primario di Radiologia Emanuele Michieletti, arrestato a maggio per violenza sessuale aggravata e stalking. Le indagini, condotte con microspie e telecamere nascoste, hanno documentato in soli 45 giorni 32 episodi di abusi su infermiere e dottoresse, avvenuti nel suo ufficio durante l’orario di lavoro all’interno del reparto di radiologia dell’ospedale piacentino. Una seconda vittima ha presentato una nuova denuncia nei giorni scorsi, spingendo la Procura ad allargare il fascicolo. L’AUSL ha già proceduto al licenziamento per giusta causa e ha avviato verifiche interne su eventuali coperture da parte del personale.