Crema. Palazzo Barbàra, nel cuore di Crema, che ora porta il nome degli ultimi proprietari, è uno degli edifici più pregiati della città e racchiude storia, stili, decorazioni di famiglie del passato che hanno lasciato un segno profondo nella storia non solo locale. Nel dopoguerra la nonna, a causa di problemi economici, fu costretta a vendere le tavolette lignee del soffitto fatte dal Vimercati in occasione del matrimonio del figlio con Francesca Zurla e poi ha dovuto vendere anche una parte del palazzo stesso. Cinque anni fa, altri cambiamenti, tra successioni e ristrutturazioni. Giovanni Bottesini, nato nel 1821, è stato un compositore di fama internazionale e ha diretto la prima dell’Aida al Cairo, diventando il virtuoso del contrabbasso. Il palazzo era stato di proprietà, fra le altre, delle famiglie Vimercati (dal Quattrocento) e poi Zurla (a fine Seicento). Originariamente i soffitti a cassettoni erano impreziositi con piccole tavolette dipinte a tempera e raffiguravano stemmi araldici e busti maschili e femminili. Attualmente sono conservati presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano. Inizialmente aveva una conformazione a coorte, con un edificio chiuso su quattro lati e un cortile centrale. Presenti scaloni e soffitti a volta.



