Milano. E’ una legge quadro quella approvata in consiglio regionale, quindi si tratta di linee di indirizzo per andare ad affrontare le questioni legate al clima. La Lombardia è la prima regione in Italia a portare avanti un discorso di questo tipo. Queste linee guida dovranno poi essere perfezionate e messe a terra dai vari assessorati e dai vari enti e istituti che entreranno ancor più nel dettaglio di questa legge che, di fatto, va a definire le strategie da adottare. Diversi gli esempi di progetti per le fragilità dei territori. L’Italia si era già nettamente espressa per il no al nucleare più di 30 anni fa. Forti critiche arrivano dall’opposizione e dal consigliere Miriam Cominelli, secondo cui la legge è una scatola vuota: dedicare poche centinaia di migliaia di euro di un bilancio che vale 33 miliardi l’anno è ridicolo. Servono più soldi, soprattutto per i Comuni, che avrebbero bisogno di strumenti di sostegno e di risorse che in realtà, anche con la nuova legge, non riceveranno. Sulla stessa lunghezza d’onda il collega Pierfrancesco Majorino, secondo cui questa legge è una clamorosa occasione persa. Non ci sono fondi per l’efficientamento energetico delle case, per il sostegno alla mobilità sostenibile, l’aiuto ai lavoratori e alle imprese coinvolte dalla transizione ecologica. Non c’è niente di tutto questo.
Claudia Barigozzi



