In Italia i crimini ambientali continuano a crescere in modo allarmante: nel 2024 sono stati registrati 40.590 reati, con un aumento del 14,4% rispetto al 2023. Parliamo di una media di oltre 4 reati ogni ora. Le violazioni si concentrano soprattutto nel settore del cemento e nel ciclo illegale dei rifiuti, quest’ultimo in aumento di quasi il 20%. La Lombardia, con 2.324 reati ambientali accertati, si conferma la regione più colpita del Nord e ottava nella classifica nazionale. Anche la provincia di Brescia entra nella top 20 nazionale, segno di una pressione crescente. E Cremona? I dati più recenti indicano una risalita degli illeciti: 74 reati ambientali nel 2024, con 86 persone denunciate e 8 sequestri. Solo un anno fa erano 55, e Cremona veniva considerata tra le province “più virtuose” della regione. Ma il trend ora è in peggioramento. Le criticità riguardano in particolare smaltimenti abusivi, scarichi illeciti e cave irregolari in aree agricole e periurbane, mentre sul fronte dell’edilizia si registrano nuove segnalazioni di abusi in zona golenale e lungo i principali assi viari. Le forze dell’ordine segnalano anche un aumento delle autorizzazioni ambientali rilasciate con controlli insufficienti, specie nei settori della logistica e della gestione rifiuti. Un quadro che richiede maggiore attenzione, soprattutto nelle fasi di verifica post-autorizzativa, per evitare che la provincia diventi terreno fertile per gli eco-illeciti.



